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Archive for the ‘Off-topic’ Category

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ott 14

Qualche tempo dopo…

Da venerdì a oggi le giornate sono state tutte piuttosto piene. Provo ad andare per sommi capi.

Venerdì abbiamo presentato un dvd, ad Ancona, dal titolo Storia e Immagini della civiltà marinara a San Benedetto del Tronto. Nei prossimi giorni si provvederà a distribuirlo, ma tempi e modi saranno stabiliti dal Comune di San Benedetto, che ha commissionato il lavoro. All’interno ci sono le immagini della mostra Borghi e Barche, del Museo Ittico, del Museo delle Anfore, e repertori di foto d’epoca, pittori di mare e vele sambenedettesi. Per chi è appassionato della cultura dell’Adriatico (e per i sambenedettesi), sicuramente uno strumento da avere.

Sabato mattina gita ad Urbino per seguire AcaBarCamp al Festival del Blog. Più che l’esperienza complessiva del Festival, di cui si legge già abbastanza per la rete, mi interessa lasciare un’osservazione sulla formula BarCamp. Non perchè sia originale, ma insomma, vengo dai convegni accademici in cui i ruoli e i riti sono completamente predefiniti e piuttosto che agevolare una comunicazione e un confronto tra gli studiosi sono dimostrazioni autoreferenziali di potere. Nella stragrande maggioranza dei casi. Probabilmente però, piuttosto che la formula, sono le persone a rendere interessanti i BarCamp. Aldilà dell’autorevolezza dei singoli infatti è la comunità dei presenti a conferire importanza agli interventi, a protestare, dimostrando una vitalità che dovrebbe/potrebbe generare qualcosa. Spettiamo e vediamo e partecipiamo.

Domenica. Primo gol e prima vittoria della Samb, che già ti mette di buon umore, poi se al pomeriggio vai ad un laboratorio di birre artigianali… la cosa non può che migliorare. Fermentati.ZACS è l’associazione che ha organizzato la manifestazione Pane Liquido con degustazioni di birre italiane e straniere, trattate con il dovuto rispetto. E allora per aprire una Ridgeway, India Pale Ale, seguita da una Meantime e da una KeTo ReAle della Birreria del Borgo. Proprio Leonardo, della Birreria del Borgo, ci ha guidato all’approfondimento di queste birre ed in particolare della sua, aromatizzata con infusione di foglie di tabacco Kentucky, quelle con cui si fa il sigaro Toscano. E allora Terry Nesti, degli Amici del Toscano, ha tirato fuori un po’ di Soldati con cui accompagnare la birra…
Non contenti ci siamo fermati a cena. Apertura di crostini e pasta ai ceci, accompagnati dalla Duchessa, birra al farro prodotta dalla Birreria del Borgo. Coi vincisgrassi invece è andata una Westmalle Double che diceva Zarè, “smorza un po’ i fegatini”. Il pollo alla birra l’abbiamo invece annaffiato con una Chouffe bionda. A quel punto Terry ha fatto girare un po’ di Toscanelli Fondenti che accompagnavano una zuppa inglese con crosta di cioccolato, cioccolatini agli aromi (salvia, rosmarino, spezie toscane) e un liquore Varnelli Dark Passion alla crema di cioccolato.

Lunedì ho smaltito.

giu 30

300, il sequel e il redattore della notizia

Sul Corriere è appena passata questa notizia: si farà presto il sequel di 300. Il giornalista, esperto di fumetto e di storia antica, si affretta a precisare che Frank Miller sta lavorando alla graphic novel da cui trarre soggetto e sceneggiatura per il seguito. Poi insinua un dubbio atroce: “Da chiarire se la pellicola sara’ un prequel o uno spin-off visto che molti personaggi, a partire dal protagonista, Leonida, interpretato da Gerard Butler, sono morti nel primo film“.

A me risulta che il soggetto di 300 sia un fatto storico (la battaglia delle Termopili) raccontato da alcuni storici antichi (Diodoro Siculo, Pausania, Erodoto, per dire…) e cantato da qualche poeta (Simonide) brillantemente rimaneggiato da Frank Miller. Mi risulta anche che Leonida sia effettivamente morto alle Termopili e non solo nel film…

mag 05

Brunetto Latini, Dante e la selva

Ieri pomeriggio ero in giro per Grottammare dove Solidarietà e Partecipazione festeggiava in piazza il risultato delle elezioni comunali. Sono stato un po’ a vedere e poi ho fatto una passeggiata verso il lungomare. C’erano alcune bancarelle e non ho saputo resistere a sfrucugliare in una bancarella di libri. Nessun testo curioso, al massimo guide per l’addestramento dei cani, ex-bestseller ingialliti e altri di nessun interesse commerciale. A due euro ho comprato il Tesoretto di Brunetto Latini.

Tornato a casa l’ho aperto e mi sono trovato davanti ad una sorpresa. Almeno, a quella che a me è sembrata una sorpresa. Dante che copia Brunetto Latini (e ci sta, erano allievo e maestro) e nessun ricordo, alla grossa, di qualche nota critica a proposito…

Brunetto è stato mandato da Firenze, governata dai guelfi, come ambasciatore al Re di Spagna. Compiuta la sua missione diplomatica torna indietro, ma per strada un messo lo avverte che i ghibellini hanno cacciato i guelfi da Firenze: versi 180 ss.

“Certo lo cor mi parte
di cotanto dolore,
pensando il grande onore
e la ricca potenza
che suole aver Fiorenza
quasi nel mondo tutto;
e io, in tal corrotto
pensando a capo chino,
perdei il gran cammino,
e tenni a la traversa
d’una selva diversa.

Ma tornando a la mente,
mi volsi e posi mente
intorno a la montagna;
e vidi turba magna
di diversi animali,
che non so ben dir quali: “
*

E a questo punto, sulla montagna, Brunetto incontra la Natura, che inizia a spiegargli l’ordine del mondo…

A occhio e croce il primo canto della Commedia di Dante c’è tutto… Quello che non mi spiego è come un topos così importante sfugga ai commenti. Stasera in mIrc ne ho fatto una ricognizione veloce su #cardi con castorp e hombreamarillo (mancante Chelidon), e poi ne ho parlato via skype con Alessandra. A nessuno, a memoria, venivano in mente citazioni e abbiamo provato a consultare qualche testo. Solo la Chiavacci Leonardi presenta una nota tutto sommato elusiva della questione.

Abbiamo azzardato un’ipotesi, che Dante nel primo canto dell’Inferno sfidi Brunetto Latini, che l’allievo sfidi il maestro mostrando di sapere gestire meglio la stessa materia poetica. Brunetto scrive in settenari a rima baciata, faticosi ad un discorso filosofico tanto che il poeta avverte che si riserva di passare alla prosa, qualora l’argomento si faccia troppo alto. Dante risponde con la discorsività fluente e ritmica della sua terzina, strumento enormemente più potente e duttile. Brunetto è impreciso nel descrivere gli animali che vede nella selva, anche se fanno riferimento ad un sistema simbolico. Dante ci complica la vita tra leone, lupa e lonza… Brunetto presenta la Natura (come Boezio la Filosofia?) e Dante “re-incarna” Virgilio e Beatrice.

Le questioni irrisolvibili irrisolte per noi sono queste:

  1. se Dante gioca sullo stesso terreno di Brunetto il suo primo canto, siamo sicuri che abbia già in mente tutta la Commedia come dicono molti? o piuttosto inizia la sua opera completamente ancorato al solco della tradizione, staccandosene per la forza del suo talento poetico?
  2. il parallelo dello smarrimento nella selva, dell’ascesa al monte, dell’incontro filosofico-teologico, non sono sufficienti ad impostare l’analisi dell’incipit della Divina Commedia? se sì, che ci facciamo di tutte le sovrainterpretazioni che vengono svolte in centinaia di pagine critiche sulla selva?
  3. perchè la carenza di osservazioni sulla relazione tra i due passi nelle note al testo? non potremmo trovarci di fronte ad un problema di trasandatezza dei nostri critici (e anche dei maggiori) che a forza di basarsi sui commenti anteriori si perdono per strada un elemento forse decisivo nella comprensione dell’avvio del poema? e in questo caso non sarebbe uno scricchiolio dell’auctoritas?

Alessandra mi ha suggerito di stendere un articolo su questa faccenda, e io non ho il tempo necessario da dedicarci, però la cosa mi incuriosisce… Provo a mettere queste noterelle sul web, a vedere cosa ne viene fuori, dai cosiddetti Nuovi Alessandrini…

mar 27

Io sostengo Rossi (ma anche Veltroni)

Raccolgo l’invito lanciato da Luca Conti e David Orban, che è arrivato mentre stavo chiedendomi se nel blog dovessi o meno esporre le mie posizioni politiche. Chi mi conosce di persona sa come la penso, sa come mi scaldo intorno a certi argomenti e come trovi insopportabile alcuni personaggi della politica. Di questi ultimi vorrei riuscire a non parlare in questo post.

Le elezioni politiche sono arrivate a turbare il meccanismo delle elezioni amministrative, che non si svolgono solo a Roma. Nel caso di Grottammare, il comune in cui vivo, torna a presentarsi dopo 15 anni di governo la lista Solidarietà e Partecipazione. Il suo percorso è stato negli anni tra le più importanti esperienze politiche del paese. Non solo perché ha anticipato la stagione dell’Ulivo, con la collaborazione tra tutte le forze della sinistra, ma perché ha messo al centro della prassi amministrativa la partecipazione della popolazione alla fase decisionale. Luigi Merli si candida per il secondo mandato, e io sostengo il suo progetto di rinnovamento del movimento, che comprende iscritti al Partito Democratico, al Partito Socialista e alla Sinistra Alternativa ma soprattutto esponenti capaci della cosiddetta società civile. Sostengo lui ed Enrico Piergallini, assessore alla cultura uscente, capace di impostare una politica culturale agganciata alle esperienze del territorio e di puntare allo stesso tempo a contenuti alti. Con la possibilità qualche volta di osare di più.

Sostengo Veltroni ma faccio fatica a sostenere il Partito Democratico per quella che è la sua manifestazione territoriale. La classe dirigente del Piceno si sta dimostrando, purtroppo per tutti, miope di fronte alle sfide di questo territorio. Sostengo Veltroni perchè la politica nazionale dovrebbe essere in grado di fare da volano al cambiamento di questo territorio e di questa classe politica, che ha sviluppato delle modalità di gestione del partito, delle risorse economiche e sociali del territorio che non conoscono riscontri nel resto della Regione Marche. Sostengo Veltroni nella speranza che ci sia una possibilità di vedere delle primarie vere nei circoli territoriali piceni, e che i dirigenti del PD siano capaci di accettare concorrenti reali e le eventuali sconfitte. Solo così la credibilità del PD a livello nazionale potrà essere verificata a livello locale.

Soprattutto mi preme esprimere un sostegno a Massimo Rossi, il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno. La sua onestà intellettuale e l’alta visione politica sono state per Grottammare decisive per farne una “piccola città”, capace di pensare a se stessa come ad un laboratorio di un patto sociale nuovo e adi buona politica. Ha portato questa esperienza nella amministrazione provinciale e oggi è ripagato dalla classe dirigente locale del PD in modo discutibile. Molto discutibile. Non basta a giustificare il loro comportamento l’appartenenza di Rossi alla SA ed è un paravento che anteporranno nei prossimi mesi. Perchè il PD avrà anche una vocazione maggioritaria, ma questa non può giustificare la distruzione di buoni progetti politici.

mar 05

Gary Gigax

E’ morto Gary Gigax.

Mi è capitato spesso di ricevere liste di ricordi dei ragazzi degli anni 60, 70, 80 e ultimamente ne ho pescata una di una ex-cuginetta che ricordava la sua infanzia “sei cresciuto negli anni ‘90 se…”.  Confesso che non ho osato leggerla.

C’era stato un telefilm negli anni ‘80 che molti hanno rimosso, altri ricordano con nostalgia. Ralph girava con la sua tutona rossa da supermaxieroe che ricordava più Super Pippo che Superman. L’ambientazione era filo-nerd, tra campus universitari californiani (che in quegli anni stavano trasformando il mondo) e colletti anni 70 dei poliziotti.

In una puntata Ralph si trovava a risolvere un intricato mistero che ruotava intorno ad un misterioso gioco che sembrava un guardie e ladri tra grandi. La traduzione italiana non mi aveva aiutato molto a capire e la puntata era rimasta, almeno per me,  incomprensibile.

Poi è arrivato Uno sguardo nel buio e dopo qualche mese la prima scatola rossa di Dungeons and Dragons. E quella puntata di RalphSuperMaxiEroe aveva preso senso. Qualche amico aveva scoperto i giochi di ruolo e potevamo calarci in avventure e mondi limitati solo dalla nostra fantasia. E anche giocando di ruolo ci sentivamo un po’ sovversivi con un mondo che non capiva cosa avessimo da fare, chiusi in una stanza con matite e carta e un mucchio di dadi.

Gary Gigax era uno degli inventori di Dungeons and Dragons.

Nelle tasche

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